Gravina di Ginosa: un canyon lungo circa 10km, con case-grotta ed insediamenti rupestri.

Gravina di Ginosa ©Animerranti

La Gravina di Ginosa è un luogo senza tempo, dal fascino antico, magico e ipnotico; fra case-grotta e chiese rupestri, rappresenta uno degli spettacoli naturali Italiani più eccezionali.

Formata da un lungo canyon di circa 10km, originatosi nel corso dei millenni per effetto delle acque meteoriche, e costituita da case-grotta e chiese rupestri scavate nella roccia e risalenti a migliaia di anni fa, nel tempo in cui l’uomo abitava ancora con gli animali.

A differenza della sua “sorella” famosa, Matera, la Gravina di Ginosa è ancora poco conosciuta, e forse proprio per questo conserva quel suo fascino di vera autenticità.

Priva del turismo di massa, così come di punti d’informazione e accoglienza, può donarvi uno scenario dal fascino antico e suggestivo, valorizzato da opere storiche e naturali.

Gravina di Ginosa: case-grotta ©Animerranti

Potrete passeggiare fra le antiche case-grotte, ed entrare liberamente al loro interno per ammirare “la storia con i vostri occhi”: stanze, camini, mangiatoie, dispense; tutto è scavato nella roccia, ed è conservato in maniera impeccabile.

La Gravina si compone principalmente di due zone, o villaggi: Il Casale e La Rivolta, le cui case-grotta sono state abitate fino al 1960, e 6 famiglie hanno continuato a viverci addirittura fino al 2014, in abitazioni site nei pressi della Chiesa Madre; anche i terreni sulle Murge sono stati coltivati fino al medesimo periodo, in quanto le famiglie vivevano principalmente di pastorizia e agricoltura.

L’insediamento La Rivolta, così detto non perché vi fu una rivolta ma bensì perché si trovava dopo il canale, è un vero e proprio villaggio trogloditico che non ha mai goduto di elettricità; è composto da 66 case-grotte disposte su 5 livelli e collegati da scale e sentieri.

Gravina di Ginosa: case-grotta ©Animerranti

Il villaggio La Rivolta è stato abbandonato fra il 1900 ed il 1920; difronte vi sono la chiesa di Santa barbara, risalente all’anno 1100, la chiesa di Santa Sofia II, del tardo 600, e la chiesa di Santa Lucia.

Ad oggi questo villaggio è considerato dagli studiosi uno dei più importanti villaggi rupestri visitabili presenti in Italia.

Il villaggio rupestre Il Casale, “universo di pietra”, è stato invece quello più vissuto, nel quale è stata portata perfino la corrente elettrica nel dopo guerra, abbandonato solo nel 1960.

Sullo spalto più alto del villaggio vi è la Chiesa dei Santi Medici , al cui interno è dipinto un Ecce Homo.

Gravina di Ginosa: Chiesa Madre ©Animerranti

I due insediamenti sono separati da una parete rocciosa detta “Nido del Corvo”, per la presenza in passato di nidi di corvo imperiale; e sono entrambi costruiti con gli ingressi delle grotte rivolti verso sud , per permettere al sole di riscaldare gli ambienti.

La zona, nonostante abbia subito un alluvione e un terremoto nel 1857, ed una successiva alluvione nel 2013 quando è stato abbandonata definitivamente, si conserva ancora in uno stato egregio.

Nelle case-grotte, alcune delle quali perfettamente tenute, è ancora possibile visionare lo schema delle abitazioni, composte quasi sempre da due vani con un unico accesso: la stanza antecedente era dedicata alla famiglia e presenta anche un camino, mentre quella posteriore era adibita come stalla degli animali.

A seconda delle “case” potrete trovarvi ed ammirare varie particolarità, completamente scavate nella roccia: il camino, i ripiani-mensole, le dispense sottosuolo per conservare al fresco cibo e bevande, la stalla, la mangiatoia per gli animali, e così via.

Inoltre, sotto il soffitto, potrete notare quasi sempre due buchi oltrepassati da un unico filo di ferro; ad esso veniva appeso un piatto su cui venivano disposte le candele/lanterne per illuminare le abitazioni.

Fuori molti ingressi, invece, vi sono delle cisterne scavate nella roccia, dove veniva convogliata e conservata l’acqua piovana.

Al centro dei due villaggi si trova la Chiesa Madre, costruita sull’antica necropoli sottostante, ed al cui interno sono conservate raffigurazioni originali risalenti al lontano 1600; vi è perfino un meraviglioso dipinto con la rarissima raffigurazione di Maria incinta, ed un’altro di Maria partoriente.

Nell’insieme, i due villaggi circondano, con una forma a ferro di cavallo, l’attuale centro di Ginosa.

Il fascino di questo luogo vi lascerà certamente esterrefatti, ma ancor più se a mostrarvelo sarà il famoso Sig. Carmelo, un cittadino originario del luogo, nato e cresciuto lì, in una delle case nei pressi della chiesa madre; oramai in pensione, ogni giorno accompagna come volontariamente chiunque si rechi nella Gravina per scoprire il fascino di questo posto incantato e vivere la magia di questo luogo, e saprà incantarvi raccontarvi la storia di questo luogo senza tempo, perché l’ha vissuto lui stesso.

La presente ricostruzione storica della Gravina di Ginosa è stata scritta grazie ai suoi racconti.

Carmelo non ha un recapito telefonico, ma potrete trovarlo in prossimità della chiesa Madre o chiedere di lui nel paese; tutti lo conoscono e potranno indicarvi dove trovarlo.

Tenete presente che la Gravina è molto grande e antica, con strade sconnesse e dissestate; vi consigliamo,pertanto, di portare con voi scarpe comode, da ginnastica o trekking.

Guarda il video: clicca qui.

In uno scritto del 1581 di Angelo Rocca, segretario generale dell’Ordine degli Agostiniani, troviamo questa suggestiva descrizione dell’antico insediamento “… nella sommità vi è la pianura abitate da persone di regalità, vi si vedono palazzi bellissimi, vaghissime strade ornate da una larghissima piazza e di un fortissimo castello. Però descrivendo la qualità delle due valli, abitate in grotte, sappiate che si pure parino al primo riguardo alquanto alpestre, esse sono dentro con tanto bellissimo artificio fatte che danno ai reguardanti gran meraviglia e quel che di bello che l’abitatori che stanno al basso nelle due nominate valli di continuo al tramontar del sole spiegano tanti lumi che fanno uno spettacolo meraviglioso a i riguardanti, imperò che quelli che abitano ad Alto, mirandone al basso par loro ch’abbiano sotto i piedi il Cielo pieno di vaghissime stelle …”.

E poi…

Dopo esservi incantati, e forse anche innamorati della gravina, potrete raggiungere Marina di Ginosa in meno di 30 minuti, dove vi attendono le spiagge di sabbia bianca e mare cristallino, riconosciute Bandiera Blu.

Dopo un tuffo in acqua ed un po’ di tintarella, potrete concludere la serata presso Masseria Savoia Resort, distante soli pochi minuti, dove vi attenderà una serata di relax e benessere, completamente immersi nella natura, fra ulivi secolari, piscina e cielo stellato.

Dove dormire e dove cenare

Masseria Savoia Resort

Per il vostro soggiorno vi consigliamo Masseria Savoia Resort, una magnifica struttura completamente immersa nel verde, dove relax e benessere vigono padroni.

Lontana dal caos cittadino, nei pressi della statale, il resort è posizionato in posizione strategica per visitare tutte le zone limitrofe, fra cui la Gravina e le spiagge di Marina di Ginosa, o per proseguire verso Matera, Taranto, il Salento o la costa Calabra.

Dotato di circa 20 camere matrimoniali, luminose e spaziose, distribuite per tutta la superficie dell’immensa struttura e 3 delle quali situate nella splendida torre del granaio in cui anticamente si conservava il grano, la struttura è immersa in un agrumeto, ed in primavera si assiste ad un’esplosione di profumi, colori e sapori fra arance, mandarini e limoni.

Presso il Masseria Savoia Resort potrete immergervi nelle acque della grande piscina, adatta ad adulti e bambini, ed ammirare gli ulivi secolari o gioire di una passeggiata a cavallo.

La struttura offre anche un servizio di Ippoterapia.

Inoltre, presso il ristorante interno potrete gustare ottimi prodotti a Km 0, direttamente “dall’orto alla tavola”. Sarà un piacere per i sensi e per il palato cenare nella caratteristica sala, anticamente usata per l’essiccazione del tabacco, in cui si osservano ancora i segni tipici di quest’arte antica, e le antiche mangiatoie ora trasformate in vasiere.

Sono certa che il fascino di questa struttura, risalente al ben lontano 1823, vi lascerà meravigliosamente incantati.

Guarda la struttura: SitoWeb, Facebook, Booking.

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Scritto da Annalisa Galloni

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Salento in Tour: Costa Adriatica fino a Leuca. - Animerranti - Blog di viaggi · 28 giugno 2017 alle 13:24

[…] Gravina di Ginosa: fra canyon e case-grotta. […]

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